Agevolazioni fiscali per l'assunzione

 

 

Dal reddito imponibile si possono sottrarre i contributi versati per colf, badanti e babysitter. Ulteriore sconto se la badante assiste una persona non autosufficiente.

 

Superfluo dire che queste scattano solo per i rapporti in regola, in un settore dove il lavoro nero è purtroppo ancora diffusissimo.  

 

Tutti i datori di lavoro domestico avranno  diritto a sottrarre dal reddito su cui sono calcolate le tasse (deduzione) i contributi versati all’Inps durante l’ anno precedente  per colf, badanti e babysitter.

 

La deduzione può essere al massimo di 1549,37 euro e scatta indipendentemente dall’ammontare del reddito.  

 

Chi utilizzerà il 730 precompilato, grande novità 2015, non dovrà fare calcoli. L’Agenzia delle Entrate conosce infatti già l’importo dei contributi versati all’Inps nel 2014 e dovrebbe quindi averlo già inserito nel modello.  

 

Un’ulteriore agevolazione è prevista quando c’è una badante che assiste una persone non autosufficiente, che necessita di una sorveglianza continuativa.

Una condizione che deve essere certificata da un medico.

 

In questo caso, chi paga la badante (può essere il datore di lavoro o un suo familiare) ha diritto a uno sconto sulle tasse da pagare (detrazione).

Questo sarà pari al 19% delle spese sostenute fino a un masso di 2100 euro: lo sconto massimo perciò sarà di 399 euro.  

Le somme pagate alla badante non vengono inserite automaticamente dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Chi vuole godere i questa agevolazione dovrà quindi integrare la dichiarazione dei redditi.

 

Detrazioni per le spese mediche sanitarie sostenute

 

 

 

 

Le spese sanitarie, su cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito recentemente anche utili chiarimenti, possono essere suddivise in tre differenti tipologie per le quali spetta una specifica detrazione: 

 

 

 

 

  • spese sanitarie vere e proprie per le quali è possibile ottenere una detrazione del 19% delle spese sostenute , per importi di spesa superiori a 129,11 euro;
  • spese sanitarie sostenute per familiari non a carico, per le quali spetta una detrazione del 19% delle spese sostenute, in questo caso la detrazione massima ottenibile è pari a 6.197,48 euro;
  • spese sanitarie sostenute per disabili, per le quali è possibile ottenere una detrazione del 19% delle spese sostenute, senza limiti di importo.

Il contribuente può portare in detrazione le spese sanitarie sostenute per se stesso o per i familiari a carico. 

Se le spese sono state sostenute per i familiari a carico la detrazione spetta anche se la fattura o, comunque, il documento di spesa è intestato al familiare a carico stesso. 

Si considerano spese sanitarie quelle sostenute per:                                                                                               

  • assistenza specifica (infermieristica e riabilitativa, come fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia; prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona; prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale).
  • prestazioni rese da un medico generico, comprese quelle di medicina omeopatica;
  • acquisto di medicinali, anche omeopatici;
  • prestazioni specialistiche (compresa la redazione di perizie medico-legali);
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni (esami di laboratorio, elettrocardiogrammi ed elettroencefalogrammi, tac, laser, ecografia, risonanza magnetica, chiroterapia, ginnastica correttiva e di riabilitazione, dialisi, cobaltoterapia, iodioterapia, neuropsichiatria, psicoterapia resa da medici specialistici o da psicologi iscritti all’albo, amniocentesi, villocentesi ed altre analisi di diagnosi prenatale, inseminazione artificiale);
  • acquisto (o affitto) di protesi sanitarie, come protesi dentarie, apparecchi ortodontici, apparecchi di protesi oculistica, lenti a contatto (compreso il relativo liquido), occhiali da vista (escluse le spese per l’impiego di metalli preziosi nella montatura), apparecchi auditivi, protesi fonetiche, arti artificiali, apparecchi ortopedici, apparecchi per fratture (garza, gesso, busti, stecche, stampelle, bastoni canadesi, ecc.), stimolatori, pacemaker e altre protesi cardiache e vascolari;
  • prestazioni chirurgiche (incluse le spese inerenti, come anestesia, plasma sanguigno, sangue, ecc.), esclusi gli interventi estetici finalizzati soltanto a rendere più gradevole l’aspetto personale;
  • ricoveri collegati a interventi chirurgici o degenze (esclusi i servizi extra, come telefono, Tv, aria condizionata,). In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per l’intera retta, ma solo per le spese mediche, che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall’istituto;
  • acquisto (o affitto) di attrezzature sanitarie, come l’apparecchio per aerosol, quello per misurare la pressione sanguigna, siringhe, aghi, ecc.;
  • trapianto di organi;
  • cure termali, escluse le spese di viaggio e soggiorno;
  • ticket per le spese sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Lettera di Maria

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