Life Opportunity con sede ad Iași in Romania è un’Agenzia di Collocamento autorizzata dall’ Ispettorato del Lavoro Territoriale per la ricerca, selezione ed inserimento del personale; è nata per la crescente richiesta da parte delle famiglie Italiane di avvalersi dell’aiuto di Assistenti Familiari-Badanti per assolvere le mansioni di cura ed assistenza ai loro famigliari.

Da molti anni il nostro operato con il “PROGETTO3M” ha deciso di dedicarsi a questa iniziativa e porsi come punto di riferimento per professionalità e dedizione per le Operatrici che vogliono lavorare all’estero e per le Famiglie Italiane che si affidano ai nostri servizi.

La collaborazione quinquennale con personale di Nazionalità dell’Est Europa, il riscontro favorevole da parte delle famiglie Italiane che hanno apprezzato l’atteggiamento positivo e la buona volontà dimostrata, con caratteristiche di empatia e dedizione per l’assistito, hanno fatto sì di iniziare un percorso dedicato all’inserimento lavorativo di personale Badante in Italia.

 

La tutela del personale assistenziale ci ha permesso di raggiungere una credibilità di proposta lavorativa e di serietà anche per i lavoratori.

Con Life Opportunity infatti le uniche due possibilità per chi richiedere la collaborazione di un'assistente familiare sono l’assunzione diretta, dove il contratto di assunzione viene firmato dalla persona che usufruisce del servizio o da un suo familiare e l’assunzione tramite Agenzia del Lavoro autorizzata

dal Ministero dove viene instaurato un regolare contratto di somministrazione (D.Lgs. 276/2003).

 In entrambi i casi il contratto che viene utilizzato è il CCNL Contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico.

In quest’ottica si rappresenta la via maestra che conduce ad un inserimento qualificato nel mondo del lavoro, oltre a rappresentare la naturale contrapposizione a qualunque forma di lavoro “sommerso”.

 

 

Life Opportunity è promotrice anche del Progetto “FORMARE CHI SI PRENDE CURA” che ha l’obiettivo finale, con un percorso formativo ben definito, di inserire nelle varie realtà Italiane personale che sia in grado di parlare, capire, leggere la lingua Italiana, ma soprattutto personale che abbia una formazione

assistenziale per il futuro anziano a cui verrà assegnato.

 

 

Il programma “FORMARE CHI SI PRENDE CURA”   sì articola in diverse fasi specifiche suddivise nel Reclutamento, nella Selezione, nella Formazione e nell’ Inserimento in Famiglia.

Tali momenti rappresentano secondo noi le tappe fondamentali per l’ingresso d’un lavoratore e dovranno essere svolti da personale selezionato e preparato a questo compito.

 

Con il progetto “FORMARE CHI SI PRENDE CURA” si cerca di trovare la soluzione ad arginare nel possibile anche il problema del fenomeno socio-sanitario chiamato “Sindrome Italia” che grava le lavoratrici, e di conseguenza le loro famiglie:

lavoratrici costrette per necessità economiche a lasciare il proprio paese, trovare un impiego nell'assistenza agli anziani nel resto d'Europa,

lasciare i loro figli, che verranno poi accuditi e cresciuti amorevolmente dai nonni.

 

Studi effettuati dal 2005 hanno evidenziato che lavoratrici madri impegnate all’estero per più anni rischiano di avere problemi di salute mentale dovuta agli effetti del troppo lavoro, della distanza da casa e dalla solitudine.

Più che una malattia è un fenomeno sociosanitario.

La maggior parte delle volte, è una forma di depressione caratterizzata da ansia, apatia, astenia psichica e fisica, con distrazione ed insonnia associate a un’indole profondamente triste, scolpite da una sensazione di alienazione.

 

 I sintomi di questa sindrome si manifestano al loro ritorno a casa quando, dopo molti anni di assenza, devono affrontare il reinserimento in famiglia.

Il distacco è stato lungo, una profonda solitudine prende il sopravvento, sentono i figli che si sono emotivamente allontanati, sentono affievolirsi il loro senso di maternità, avvertono una profonda solitudine.

Queste donne non sanno più a quale famiglia, a quale parte dell’Europa appartengono, è il principio di una radicale scissione identitaria.

È necessario quindi sviluppare una strategia a lungo termine e attuarla in un quadro stabile, coinvolgendo tutti gli attori responsabili.

Esistono Associazioni che si pongono come obbiettivo la sensibilizzazione delle Istituzioni sui rischi della “Sindrome Italia”, a breve verrà proposto al Parlamento Italiano un osservatorio sulle condizioni delle Badanti. Intanto vari Enti sensibili al problema istituiscono centri doposcuola per seguire i bambini nell’impegni pomeridiani.

 

 

LIFE OPPORTUNITY con i suoi Partner che cosa può fare:

Per prima cosa tutelare il lavoratore nel cambiamento, lasciare il proprio paese d’origine, lontani da casa e dalla famiglia, con una vita già vissuta alle spalle inserendosi in un nuovo contesto, affidandosi a persone sconosciute non è facile. Per dare più serenità e sicurezza il Responsabile connazionale che ha seguito il lavoratore fin dalla selezione nel paese

 di origine lo accompagnerà anche in Italia fino all’inserimento lavorativo. A lui potrà rivolgersi per qualsiasi chiarimento o richiesta e avrà la piena collaborazione se dovessero insorgere eventuali problematiche.

Come seconda cosa applicare e far rispettare al lavoratore e alla famiglia il CCNL Colf e Badanti, ovvero il contratto che si applica ai prestatori di lavoro, anche di nazionalità non italiana addetti al funzionamento della vita familiare e delle convivenze familiarmente strutturate, fondamentale è il rispetto, sempre con il buon senso, sia dei diritti e dei doveri.

Deve essere tutelata non solo la parte economica, ma anche l’operatività quotidiana; congruo impegno lavorativo, rispetto dei riposi, rispetto del riposo notturno.

Come terza cosa, dare la possibilità ai collaboratori che hanno partecipato all’iniziativa, anche solo per un anno, di rientrare al proprio paese di origine anche per più  periodi di tempo (oltre alle ferie contrattuali), avendo la garanzia d’ un posto di lavoro sicuro al loro rientro.

 

Come quarta cosa, istituire dei centri locali di aggregazione, dove il personale nel riposo domenicale, infrasettimanale e anche giornaliero possa trovare sollievo e tranquillità in un ambiente familiare.

Tali strutture evitano per molte lavoratrici il temporeggiare nelle giornate di riposo in centri commerciali, un pranzo domenicale in  compagnia di altre colleghe, il pomeriggio passato con intrattenimenti organizzati e la possibilità di contattare in cabine strutturate i propri familiari on-line, alleviano sicuramento lo stato di solitudine.

 

Tali strutture possono essere chiamate anche centri dell’amicizia e della solidarietà, aperti tutti i giorni dove si può andare a bere un caffè, confrontarsi per i propri problemi, avere un consiglio e una parola di conforto e possono essere strutturati anche per espletare pratiche burocratiche, richieste di residenza, rinnovo permessi di soggiorno e tante altre problematiche amministrative che una persona non nel suo paese a difficoltà a districarsi.

 

Sicuramente nel tempo non saranno le sole soluzioni che attueremo e siamo fiduciosi e sicuri che la collaborazione fra i vari Partner sia Italiani che Esteri è positiva e vincente.

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